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mercoledì 9 gennaio 2008

Ricordi d'infanzia

Non sò per quale strano motivo stamattina mi è tornato alla mente un ricordo legato alla mia infanzia, parecchio divertente, del genere la realtà supera la fantasia. Dovete sapere neanche da piccola mi sentivo particolarmente bella, pensate a una bambina scura ricciuta e secca, in un piccolo paesino della Sicilia, dove se non sei bionda e tondeggiante, al massimo la gente riesce a dirti:" Ma che fai non mangi?", "Miiii, ma quanto sei secca?" "Ma mangia!". Pensate che tutt'ora l'arrivo in paese per le vacanze, a cui segue un lungo giro di saluti a parenti, vicini, amici e conoscenti è ancora accompagnato da un "Miii ma quantu si sicca!!"
Tornando al mio ricordo nonostante le mie insicurezze sul mio aspetto fisico,
amavo comunque i cosmetici, qualunque cosa fosse colorata profumata e spalmabile, catturava la mia attenzione.
A 7 anni sapevo già destreggiarmi tra il mondo dei fard, rossetto, mascara e ombretto; grazie soprattutto ad una mia vicina di casa, che mi dava lezioni giornalmente, sapevo come si sfumava il colore e quale fosse più adatto a seconda delle ore della giornata.

Motivo per cui alla prima festività ricordo che chiesi come regalo una trousse superaccessiorata.
Ma i miei nn la presero molto bene, d'altronde pensavano fossi ancora troppo piccola e quindi il mio desiderio rimase inesaudito. Ecco allora che la mia testolina pensò di ovviare il problema e di usare l'ingegno e di recuperare con l'ultima scatola di pennarelli colorati, nuova di zecca e dai colori scargianti.
Così piena di entusiasmo e con l'abilità di un artista iniziai a dipingere il mio viso procedendo con cura a truccare le varie parti: labbra, occhi, guance ... Risultato?
Uno schianto! Nel vero senso del termine quello che procurai alla mia povera nonna, che mi vide passare in cucina, in versione "clown". Poveretta cercò in tutti i modi di eliminare ogni traccia di pennarello cosa per niente facile, allora i pennarelli a spirito nn erano facili da rimuovere dai vestiti figuriamoci dal viso.
Ma armata di pazienza acqua sapone e superspugnetta riuscì nello scopo, almeno nn avevo più traccia di colore in compenso una faccia talmente gonfia per lo sfregamento e rossa che sembravo reduce da un incidente.

lunedì 7 gennaio 2008

Errori che meritano

Vi è mai capitato di assistere a delle dicussioni dove qlc dice una parola che non sembra avere alcun nesso con quanto racconta, e in realtà non la ha, soltanto qualla parola assomiglia fonicamente tanto ad un'altra di cui cambia completamente il senso e crea della gaffe memorabili.
Ecco una rassegna di alcune tra le più mitiche:

A scuola elementare: ... "il mio vitello dice che non dobbiamo sporcare i banchi".. [bidello]
..."Biancaneve aveva i capelli color stefano "...[ebano]

Alle superiori: ..."io in fondo sono un estetista"... [esteta]
..."si è vero quel bambino autista fa proprio un gran pena!"...[autistico]
..."sai che esistono le lentine anche per presbiteri?"... [presbiti]


Alla posta: ..."e si mi scuso se ho sbagliato a scrivere il bollettino non avevo gli occhiali, sa sono lesbica, vedo che anche lei li porta, lo è anche lei? [presbite]

Tra mamme: ..."si, poverino si ammala spesso è di carnagione debole "...[costituzione]

Ascoltando il tg: Il servizio precedente tratta di vendite e acquisti natalizi più richiesti, segue "Borse ballerine". Commento: " va bene le borse, ma le ballerine a natale chi se le compra?"

Volete farvi qualche altra risata su errori legati ai titoli di libri?, leggete questo post su Nazione indiana: Richieste ravvicinate del terzo tipo